Siamo bombardati ogni giorno da input che ci portano a sviluppare continue idee, pensieri, riflessioni e progetti. Si crea un un’ “intenzione del voler fare” a cui però, molto spesso, non segue l’ “azione del fatto”. E tutto rimane solo una bella idea.
Le motivazioni sono diverse:
-aspettiamo la perfezione: quando nasce un’ intenzione è bene progettare, delineare una strada da seguire, ma è solo “facendo” che possiamo davvero comprendere se la nostra strategia è efficace. Non perfetta. Se aspettiamo il momento giusto, non inizieremo mai.
-il nostro più grande nemico non è un “no”, ma “non ancora”: la tendenza a procrastinare ci risucchia. Hai mai pensato di concentrarti prima sulle cose che non ami fare, quelle più antipatiche, ma quasi sempre più necessarie, per poi passare a delle azioni che preferisci? Non rimandare. Fallo, oggi.
-definiamo un obiettivo e un modo per determinarne il raggiungimento: spesso sappiamo dove vogliamo arrivare senza avere una strada segnata. E viceversa. Definiamo l’ obiettivo, valutiamo se è nelle nostre corde, definiamo i tempi in cui vorremmo raggiungerlo e come valutiamo il suo raggiungimento. Si cammina, guardando in avanti.
-la resistenza dell’ idea fa parte del gioco: sbaglierai, farai diversi errori, ti sembrerà difficile. Anzi, lo sarà. Ma non mollare. Trasforma quell’ intenzione in azione. I risultati dell’ analisi degli errori, dei fallimenti, consentono strategie di reazione che rappresentano, spesso, il punto di svolta.
Non è l’intenzione, ma la direzione delle nostre azioni che determina la destinazione. Il potere è nelle mani di chi agisce e non di chi parla.
Do It. Today, not tomorrow.
